Come ottimizzare il raffrescamento senza surriscaldare le bollette. La climatizzazione costa 15 euro annui a metro quadro
È arrivato il gran caldo. E con l’avvio dei climatizzatori spesso dimentichiamo alcune regole per facilitarne un uso efficiente, ottimizzando il raffrescamento senza surriscaldare le bollette. Uno studio Enea-Assoimmobiliare ha calcolato che la climatizzazione pesa per il 57% sui consumi energetici negli edifici ad uso ufficio. Seguita dalle apparecchiature elettriche (26%) e dall’illuminazione (17%). È stata inoltre calcolata una spesa media annua a metro quadro di circa 15 euro per la climatizzazione estiva e invernale. Di 6,40 euro per le apparecchiature e 4,40 euro per l’illuminazione.
Le agevolazioni fiscali per l’installazione
Se il climatizzatore non è stato ancora installato, si può usufruire del bonus condizionatori 2019. Agevolazioni fiscali per acquistare un climatizzatore, un deumidificatore o una pompa di calore. È prevista una detrazione del 65% per condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza energetica per sostituire l’impianto di riscaldamento esistente o l’impianto di climatizzazione. Al cittadino oppure all’impresa spetta una detrazione Irpef Ires con un tetto di spesa pari a 46.154 euro. La detrazione è invece del 50% per un nuovo impianto a pompa di calore che punta al risparmio energetico.
Inoltre, in caso di acquisto di una macchina a risparmio energetico o di sostituzione di un vecchio impianto a pompa di calore, l’Iva scende dal 22% al 10%. Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro fino al 31 dicembre 2019. Per poter richiedere la detrazione, tramite modello 730 e Unico, l’acquisto del condizionatore deve essere eseguito con pagamenti tracciabili.
Benefici ambientali e risparmi
Per l’impianto di raffrescamento in casa vanno seguite alcune indicazioni pratiche, indicate dall’Enea, che consentono di ottenere benefici ambientali e risparmi fino al 7% sul totale della bolletta elettrica. Innanzitutto, ricorda l’Enea, per l’acquisto si può approfittare degli incentivi legati al bonus casa, all’ecobonus e al Conto termico 2.0.
Quindi il primo suggerimento per l’uso ‘intelligente’ dell’aria condizionata nasce dalla scelta del condizionatore: sono da preferire i modelli in classe energetica A o superiore, che comportano un risparmio sulla bolletta elettrica e una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Un nuovo condizionatore di classe A consuma all’anno circa il 30% in meno rispetto a un vecchio modello di classe C, con una riduzione equivalente di emissioni di CO2.
Vanno preferiti apparecchi dotati di tecnologia inverter che adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento. Questa tipologia di climatizzatori è più costosa rispetto a quella dotata di tecnologia on-off, ma riduce sensibilmente i consumi di energia elettrica. Gli inverter rappresentano la prima scelta quando si prevede di accendere l’aria condizionata per molte ore di seguito.
In fase di installazione, poi, è importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: infatti, l’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre inoltre evitare di posizionare il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.
Scongiurare il caldo
L’invito è poi a non raffreddare troppo l’ambiente, facendo attenzione all’umidità. Due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono sufficienti. Spesso per scongiurare la sensazione di caldo opprimente può bastare l’attivazione della funzione “deumidificazione”, perché l’umidità presente nell’aria fa percepire una temperatura molto più elevata di quella reale. È inutile installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi l’intera abitazione: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si attraversa il corridoio, in quanto sarà il solo ambiente ad essere raffrescato.
Vanno sempre tenute chiuse porte e finestre. Il climatizzatore raffresca e deumidifica l’ambiente in cui è installato trasferendo il calore e l’umidità all’esterno. L’ingresso nella stanza di aria calda obbliga l’apparecchio a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia. È opportuno coibentare i tubi del circuito refrigerante esterno alla casa, perché se esposti direttamente ai raggi solari rischiano di danneggiarsi. È anche opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta completamente al sole e alle intemperie.
Ricordarsi di usare il timer
Ricordarsi di usare il timer e la funzione ‘notte’, in modo da ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio. Evitare di lasciare il climatizzatore acceso per l’intera giornata. Va utilizzato solo quando si è presenti in casa. Infine, i filtri dell’aria e le ventole devono essere ripuliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché si tratta del luogo dove si annidano frequentemente muffe e batteri dannosi per la salute. È importante inoltre controllare la tenuta del circuito del gas.